spectre

SPECTRE – Sam Mendes

spectre

In Spectre, l’ultimo capitolo della saga dell’agente segreto più famoso del mondo, vediamo uno James Bond (Daniel Craig) che sembra non poterne più del suo ruolo, soprattutto quando a volergli fare le scarpe sono le stesse persone che collaborano con lui e che, invece, dovrebbero supportarlo.


Il mondo sta cambiando e questo si riflette anche nell’organizzazione di servizi segreti al servizio di sua maestà, infatti c’è chi, come Max Denbigh (Andrew Scott) capo dei servizi segreti congiunti, non crede che gli agenti targati con il classico doppio zero servano in un era dove la digitalizzazione e l’informatizzazione la fanno da padrone. Lo scopo di Max è quello di creare un database mondiale dal quale attingere informazioni importanti su qualsiasi persona, in particolar modo quei personaggi di spicco del panorama politico e insomma tutti quelli che detengono una quota parte del potere mondiale.

spectre

Gareth Mallory (Ralph Finnes) non è d’accordo nel relegare tutta questa conoscenza nelle mani di una sola persona, però si trova tra l’incudine e il martello: da una parte sa che occupa una posizione centrale nell’intelligence londinese, che gli impone di attenersi a determinati protocolli, dall’altra parte è l’unico, insieme a Moneypenny (Naomi Harris) e Q (Ben Wishaw), che può dare un aiuto concreto a James Bond. Parallelamente si muove con la lentezza di una piovra un’organizzazione, la Spectre, che sembra ricollegare a sé tutti i feroci criminali che James ha affrontato durante la sua esistenza. Al comando troviamo Franz Oberhauser (Christoph Walz), nei panni del villain definitivo capace di torture sottili ed efferate.

spectre

Per Daniel Craig questo è l’ultimo film nei panni dell’agente al servizio segreto di sua maestà e per Sam Mendes è, invece, la seconda volta al timone di uno dei capitoli di 007. I confronti con il precedente e riuscitissimo Skyfall sono inevitabili; se nel primo la forte impronta autoriale si è fatta sentire in maniera preponderante pur non snaturando gli stilemi e i cliché del genere, in Spectre siamo di fronte ad un action-movie fin troppo lineare con moltissime (forse troppe) citazioni ai Bond di vecchia scuola, ma che di fatto non bastano a decretare la completa riuscita del film.

L’azione, quindi, non manca e anche le ambientazioni sono prestigiose, spicca su tutte Roma che ha accolto magnificamente il cast stellare di questo film e, a fare gli onori di casa, ovviamente non poteva che esserci lei, la Bellucci nazionale in grande spolvero che sembra non sentire minimamente il peso degli anni. Peccato perché gli elementi sono tutti sul tavolo, a cominciare dal poco sfruttato attore Andrew Scott conosciuto dai fan della saga Sherlock, e continuando con Benedict Cumberbatch e Martin Freeman; senza contare che da Mendes ci si sarebbe aspettati il canto del cigno di Craig, per una più che degna uscita di scena.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *