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MANCHESTER BY THE SEA – Kenneth Lonergan

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Lee Chandler (Casey Affleck) è un uomo apatico in possesso solo di un monolocale anoressico, un frustrante lavoro come riparatutto e monotone serate al pub.
Il suo volto spento esprime un dolore profondo, che torna alla ribalta quando suo fratello Joe (Kyle Chandler, The Wolf Of Wall Street), a lungo malato, muore lasciandogli in custodia l’adolescente figlio Patrick (Lucas Hedges, Grand Budapest Hotel).
Lee e Patrick cercano di elaborare, di unire le forze: ma a sommarsi sembrano essere solo le perdite e i ricordi dolenti.

ManchesterbytheSea_Trailer

Sofferenze passate e presenti si uniscono nella storia di una famiglia con la tragedia nel sangue, insistentemente funebre ma per nulla esente da umorismo e alleggerimenti: Manchester By The Sea, terza regia del newyorkese Kenneth Lonergan (più noto come sceneggiatore di Gangs Of New York), è un insolito ed ispirato dramma che, saltellando tra oggi e ieri, ricostruisce i travagli dei protagonisti e riconduce agli esiti.
Il sole della pellicola è il (non) rapporto tra un (non) padre e un (non) figlio in tempi delicati, i pianeti attorno sono le spore della disgraziata famiglia.
Per questo, il peso specifico delle prove monstre di Affleck Jr e Hedges contano più di tutto il resto, soprattutto quando si tratta di reggere i reiterati e soavi siparietti di goffa (in)comprensione.

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Quello che sulla carta è uno schemino già visto, in Manchester By The Sea si traduce a sorpresa in un impianto atmo-narrativo originale, scorrevole e toccante; nemmeno il cliché della maxi tragedia nella provincia americana e le sconclusionate incursioni di una nociva Michelle Williams ridimensionano il poco inquadrabile (ma concretissimo) muro di mali e tenerezze assemblato da Lonergan.
Non fatevi ingannare da un primo atto catenacciaro: Manchester By The Sea esce alla distanza, nei giorni, con personalità e un raro equilibrio emotivo.
Effetto tristezza cristallino, musiche e paesaggi da state of mind invernale, blitz di Matthew Broderick per i nostalgici. Tutto da percepire.

8/10

 

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