locandina4142

L’AMORE CRIMINALE – Denise Di Novi

locandina4142

La vita della scrittrice Julia Banks (Rosario Dawson) sta svoltando: nuovo lavoro, nuova casa, nuovo fidanzato.
Sembra tutto perfetto, anche perché David (Geoff Stults, J. Edgar) è bello, innamorato e premuroso: unico neo, è reduce da un matrimonio lungo e tormentato con Tessa (Katherine Heigl), borghesissima, maligna e ostinata.
Con ogni scusa, Tessa si insinua in maniera sempre più invadente e inopportuna nella quiete familiare di Julia e David, fino a dimostrare un lato morboso e possessivo destinato a rovinare il quadretto. E la salute mentale della “sostituta”…
118181L’Amore Criminale (brutta traduzione dell’altrettanto brutto Unforgettable) è lo sgangherato esordio alla regia della produttrice Denise Di Novi, produttrice di lungo corso coinvolta, fra le altre cose, nei primi lavori di Tim Burton (Nightmare Before Christmas, Edward Mani Di Forbice e Ed Wood).
Il cambio d’abito della Di Novi si concretizza in un tragico racconto di stalking e persecuzione, di subdola distruzione della vita altrui, di insinuazione e maturazione di paure e sospetti.
Tragico non è solo il racconto, ma anche l’attuazione: L’Amore Criminale si candida con prepotenza a peggior titolo del mese, “grazie” ad una storia di rara banalità srotolata scena dopo scena in modo prevedibile, posticcio, e con dialoghi degni di un film per la tv che passa solo sulle emittenti regionali (e a tarda ora).
unforgettable-1Lo si capisce fin dalla sequenza iniziale, dove fotografia (di Caleb Deschanel, cinque volte nominato agli Oscar!) e musiche (kitsch) trascinano immediatamente sul set de Gli Occhi Del Cuore.
A seguire, una Rosario Dawson alle prese con il proprio declino, il bisteccone Stults e l’insopportabilmente-Barbie Heigl convergono in un film di evanescente tensione, ritmo comatoso e luoghi comuni a strascico.
L’Amore Criminale è un film di Brian De Palma, ma scritto e diretto dai peggiori Vanzina. Per chi ha il fegato di arrivare alla fine, facendo lo slalom fra buchi narrativi, un finale stuzzicante e (chissà se volontariamente) sopra le righe. Chi s’accontenta, non gode comunque.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *