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HEART OF THE SEA: LE ORIGINI DI MOBY DICK – Ron Howard

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Ron Howard ha spesso avuto il grande merito di raccontare storie e mondi poco interessanti in modo avvincente, originale e democratico: così accadde per esempio nel recente Rush (2013), che trascendeva il microcosmo del circuito automobilistico di Formula 1 (mortalmente noioso, dico) e diventava l’intensa immersione in una storia di rivalità, idiosincrasia ed onore.
Allo stesso modo, in Heart Of The Sea il regista si cimenta con un immaginario un po’ démodé, fatto di avventure di navigazione, naufragio e sopravvivenza. 51872_pplE’ la trasposizione del libro “In the Heart of the Sea – the Tragedy of the Whaleship Essex” di Nathaniel Philbrick, storia vera dell’equipaggio di una baleniera distrutta da un enorme esemplare di balena bianca e del conseguente lunghissimo naufragio degli sventurati. Si dice che il fatto di cronaca abbia addirittura ispirato Melville per il suo futuro Moby Dick.
Il film di Howard scaturisce proprio da questo spunto, con il giovane scrittore (Ben Whishaw) che visita l’ormai anziano Thomas Nickerson, che da ragazzino era a bordo della nave. Restio a ricordare e condividere la tragica esperienza, l’uomo sfoglia a poco a poco la memoria, tornano ai fantasmi di un’epica e tragica missione, condotta con eroismo dal valoroso primo ufficiale Chase (Chris Hemsworth).
Heart Of The Sea, pur con un buon 3D che sottolinea le spettacolari peripezie marinaresche, è un racconto piuttosto classico e “tradizionale”, che farà felici gli amanti del vecchio cinema d’avventura.
HEART OF THE SEAConcedendosi qualche divagazione metafisica e un paio di azzardi filosofici sul dualismo uomo-natura, Howard bada principalmente al sodo e all’entertainment, condensando l’odissea dei protagonisti in poco più di due ore con ritmo serrato e rigoroso.
Le meravigliose balene si vedono poco, così come la barbarica caccia, molto più spazio ai protagonisti umanoidi: il racconto è Hemsworth-centrico ma l’attore è più volenteroso che carismatico.
Il fiore all’occhiello è il suggestivo confronto fra il narratore e Melville, che interviene a cadenza regolare a ricordare che da ogni grande avventura derivano grandi conseguenze, non sempre limpide.
Heart Of The Sea non è un’emozione travolgente, ma la sua narrazione sincera lascia un ricordo buono e leggero.

7/10

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