poster incredibili 2

GLI INCREDIBILI 2 – Brad Bird

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Sono passati già quattordici anni dall’uscita de Gli Incredibili, che allora era solo il sesto lungometraggio della Pixar e che, in tempi ancora non sospetti, univa l’universo Disney a quello dei supereroi.
Il film, diretto da Brad Bird, introduceva la famiglia Parr, in cui mamma, papà e prole erano accomunati da tutine rosse, superpoteri e la missione di debellare il crimine; con azione, ironia, buoni sentimenti parentali e disegni un po’ grezzi.
Non inventivo, emozionante o “cult” come altri fratellini Pixar, ma sufficiente per meritarsi un sequel, in questa fase un po’ speculativa della casa di produzione californiana.
Schermata 2018-07-12 alle 01.31.03Ecco allora Gli Incredibili 2. Al timone sempre Bird, l’universo Incredibile si espande in lunghezza, larghezza e profondità: con l’esistenza dei supereroi minacciata da leggi restrittive e i dubbi sull’efficacia del loro operato (città vs eroi alla Il Cavaliere Oscuro), anche i Parr si ritrovano “pensionati” e inoperosi, tornati a una vita normale.
Una routine che sta stretta e che viene interrotta dalla proposta del filantropo Deavor, fanboy deciso a risollevare la fama e l’onore dei supereroi. Partendo da mamma Elastigirl, per dare un colpetto femminista alla trama e fermare il supercriminale Ipnotizzatore.
A seguire gli altri, fino al piccolo Jack-Jack che battezzerà finalmente i suoi poteri, per dare vita a un sequel con personalità, un po’ denso e prolisso ma con nuove e buone idee per rinfrescare la memoria e la saga, sempre e comunque con l’immaginazione al (super)potere.
Schermata 2018-07-12 alle 01.30.14Pur non potendo fare affidamento sull’effetto sorpresa, Gli Incredibili 2 suona la carica con un ritmo da sprinter, unisce l’azione all’ironia (quest’ultima affidata a un capofamiglia “relegato” alle temibilissime faccende domestiche) e soprattutto innalza sensibilmente l’asticella estetica: l’evoluzione grafica giova infatti particolarmente al film, soprattutto nelle scene ammalianti e un po’ psichedeliche dettate dal misterioso cattivone di turno.
Si sa già la destinazione buona della storia e gli insegnamenti allegati (anche se qualcuno resta in sospeso), ma il viaggio è gradevole e ventilato, probabilmente il Pixar-seguito più significativo degli ultimi anni.
Ci sarebbe anche una sfilza di voci celebri, drammaticamente ridimensionate nel doppiaggio anche se Amanda Lear – Edna è sempre buffa.
In apertura, da non perdere, il tenero (e un po’ inquietante) cortometraggio dal sapore orientale Bao, di cui si parlerà.

6,5/10

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