53350

FUGA DA REUMAPARK – Aldo Giovanni e Giacomo & Morgan Bertacca

53350

E’ la Vigilia di Natale a ReumaPark, un parco di divertimenti trasformato in un tetro ospizio-prigione che somiglia tanto a quello dell’Idroscalo di Milano.
Qui, un po’ per caso, si ritrovano tre vecchi colleghi: Aldo, Giovanni e Giacomo, qualche decennio fa i comici più famosi d’Italia, oggi dei nonnetti acciaccati e costretti alla vita da reclusi e dimenticati.
Accantonati dalle famiglie e maltrattati dalla rigida sorvegliante Ludmilla (Silvana Fallisi, qui in versione Ilsa), i tre amici tenteranno un’improvvisa ed improbabile fuga dal recinto, sorretti dai loro bastoni e carrozzine, alla volta della temperata Rio De Janeiro.
61837_pplAnche se sembra che nessuno sia mai riuscito ad evadere dal famigerato ReumaPark…
Il decimo film del trio comico più famoso dello Stivale è senza dubbio il più surreale e retrospettivo, che sa tanto di testamento cinematografico e chiusura del cerchio: perché è evidente, scena dopo scena, che il canovaccio di Fuga Da ReumaPark sia un semplice (per quanto curioso e per certi versi affascinante) pretesto per inanellare una serie di parentesi ed incontri coi personaggi più celebri della venticinquennale carriera di Aldo, Giovanni e Giacomo.
I quali, dirigendo con buon esito la pellicola a otto mani insieme al fidato Morgan Bertacca, disseminano nella splendida e riconoscibilissima cartolina milanese i loro tormentoni, le loro gag, persino un paio di clip prese paro paro dall’ultimo tour teatrale.
Quella che inizialmente sembra un abuso stucchevole di autoreferenzialità diventa un manifesto intento di regalare la “greatest hits” del Trio al pubblico, con la trama centrale sempre più fagocitata dalle rimpatriate e dalla nostalgia.
copertina_fuga-da-reuma-park-1000-620x350Il contributo originale di Fuga Da ReumaPark, infatti, consiste in una manciata di momenti spassosi e delicati, de-volgarizzati, ma né numerosi né memorabili.
Non ci è (ancora) dato sapere se Fuga Da ReumaPark sia una celebrazione di fine maratona, o un’arrancata tappa, se il tumultuoso effetto nostalgia che suscita si rivelerà un inno sincero o un bieco tradimento. Sicuramente, ad oggi, il film rappresenta un modo non colpevole e non becero (l’unico?) di buttarsi in sala e sorridere con un prodotto made in Italy.
La chimica tra i tre protagonisti non fa più notizia, Ficarra e Picone fanno una comparsata blitz, la nazi-Fallisi si prende qualche merito. Ma dov’è la Massironi? Se siamo davvero di fronte a una “retrospettiva”, la sua assenza è un peccato mortale.
Tra i suoni del film, curati da Mauro Pagani, c’è anche “A Copacabana”, il primo esperimento musicale del Trio; magari, prima di ritrovarsi anziani in un vero ReumaPark, i nostri tenteranno anche la carriera canora…

6,5/10

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *