AVENGERS: ENDGAME – Anthony Russo, Joe Russo

Avengers Endgame poster

3 ore e 5 minuti, è questo il tempo che si prendono I Russo brothers (già al timone di Captain America: The Winter Soldier, Civil War e Avengers: Infinity War) per chiudere il maxi ciclo della saga di The Avengers, cominciata nel 2012, e regalare ai fan più o meno integralisti un ultimo atto che sia all’altezza delle attese.
Attese come sempre spropositate, accentuate per giunta dagli scioccanti eventi del precedente capitolo: la minaccia Thanos sembra aver creato danni irreparabili all’umanità, ma se non avessero un ultimo, disperato asso nella manica, gli Avengers non sarebbero supereroi ma idraulici di Buccinasco.
Così, sfidando spazio, tempo e il dolore per chi se n’è andato, i superstiti preparano “la fine dei giochi”.

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Nell’ormai consueta sovrabbondanza di protagonisti, di sottotrame e di effetti speciali, Avengers: Endgame assume una prospettiva Stark (Robert Downey, Jr) – centrica, restituisce dignità alla storia familiare di Hawkeye (Jeremy Renner) ed integra la “nuova” Captain Marvel (Brie Larson).
Attorno, un formicaio di eroi e di minacce, di fantasmi ed affetti dissolti, che come i violini di un’orchestra affollata suonano e incalzano, tra una valanga di citazioni fumettistiche (che non colgo) e cinematografiche (Zemeckis sarà contento).
Con più humour del solito e minore ricerca del trauma rispetto a Infinity War, e per questo di più blando impatto, Endgame fa calare il sipario a modo suo, trasmettendo la sensazione di voler più onorare e celebrare l’universo cineMarvel e i suoi seguaci, piuttosto che sguinzagliare completamente il potenziale della fantasia. Che è comunque parecchia, qua e là commovente, ocularmente molto appagante.

E per fortuna, sempre più tesa all’emozione che alle botte da orbi.
Cinecomic saggio, per tutti.

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