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47 METRI – Johannes Roberts

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Cosa faresti se rimanessi intrappolato in una gabbia immersa nell’oceano, in acque infestate dagli squali? Scopri la disavventura delle sorelle Lisa (Mandy Moore) e Kate (Clare Holt), protagoniste del survival thriller 47 metri, in uscita il 25 maggio nelle sale italiane. Il titolo rivela la profondità dell’immersione delle sventurate turiste nelle acque messicane, con una riserva di ossigeno di 60 minuti e la necessità di dare fondo ai propri istinti di sopravvivenza. Facile giudicare le cattive scelte e le scomposte reazioni dei personaggi sullo schermo, vero? Ecco perché Adler Entertainment, distributore del film, ha organizzato un’ingegnosa anteprima a Milano, dove un gruppo di ospiti selezionati ha assistito alla proiezione del film muniti di cardiofrequenzimetri, per monitorare la frequenza cardiaca in situazioni di stress o agitazione.

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Facendo una media dei dati raccolti dai cardiofrequenzimetri è emerso che, partendo da una frequenza cardiaca iniziale di 82 battiti al minuto, la visione del film ha modificato il battito cardiaco degli spettatori generando una frequenza media di 88 battiti al minuto – di cui 85 bpm negli uomini e 91 bpm nelle donne – fino ad arrivare un massimo di 120 battiti al minuto – di cui 110 bpm per gli uomini e 113 bpm  per le donne – durante le scene di maggiore tensione della pellicola.

Il video dell’esperimento: https://we.tl/H141capiOC

Per scoprire la vostra, di reazione, calatevi nelle insidiose acque di 47 metri, che riprendendo l’atavica paura per le pinne predatrici e associandole al minimalismo già funzionale nel buon Open Water (2003), regalano un nuovo brivido agli amanti delle “fauci”.

 

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